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Volare la nostra grande passione da sempre...

 

   Urbano. Ora che ci penso non ho mai saputo nemmeno il suo cognome. Per me e per molti altri era Urbano e basta.

   È uno di quei personaggi che hanno gravitato assiduamente attorno al piccolo mondo del Gruppo aeromodellisti pur non avendo mai avuto un aeromodello fra le mani. La prima cosa che ti saltava agli occhi di Urbano era l'imponenza della sua figura. Era un vero e proprio gigante.

   Non che fosse sovrappeso o goffo nei movimenti, anzi era il classico omone grande e forte, diciamo una specie di Bud Spencer forlivese, ma senza la barba!    Dico così perché a prima vista sembrava un uomo burbero, schivo e di poche parole e che raramente sorrideva e mai si lasciava andare in una risata.

   Ma conoscendolo capivi che era di pasta buona, disponibile e anche molto socievole. La sua partecipazione alla vita sociale non è stata da protagonista di primo piano come per altri personaggi, ciò nonostante col tempo e poco alla volta si è inserito perfettamente nel nostro Gruppo aeromodellisti diventando a suo modo punto di riferimento insostituibile soprattutto grazie alla sua laboriosità. Egli cominciò a frequentare il campo di volo in maniera isolata.

   Nei primi tempi, quando arrivava, parcheggiava la sua macchina all'inizio del parcheggio lontano da tutti e stava in auto per ore da solo a guardare da lontano gli aeromodelli volare. Questo succedeva praticamente tutti i pomeriggi dei sabati e delle domeniche. 
Col passare del tempo Urbano parcheggiava la sua auto sempre più vicino al rifugio degli aeromodellisti dove tutti scambiavano chiacchiere all'ombra dei grandi pioppi. Un po' alla volta anche la sua auto veniva parcheggiata in mezzo a quelle degli altri e lui stesso cominciava ad interagire con i vari soci.

   La sua presenza nei pomeriggi dei fine settimana era sempre costante. 
Il coronamento della definitiva socializzazione col Gruppo avvenne dopo diverso tempo quando gli fu proposto di gestire il piccolo bar che era dentro al rifugio. E lui accettò. Fu così che Urbano vinse lentamente la sua timidezza fino a diventare un punto di riferimento per tutti. In occasione delle grandi manifestazioni, delle gare sportive o delle serate di ritrovo dei soci, egli solitamente si occupava di tutto ciò che era dietro alle quinte, sempre con il suo modo di fare apparentemente burbero. 

   Ricordo anche che aveva un debole per la mia boxer che allora avevo sempre con me, la Kim. Infatti spesso la riempiva di attenzioni accarezzandola e dandole da mangiare cose per me allora vietatissime per un cane, tipo biscotti o peggio ancora cioccolata!  Ma Urbano non resisteva allo sguardo supplichevole della Kim e a volte, appena mi allontanavo, vedevo che furtivamente gliele dava di nascosto da me dicendole:"fa prest a magnè che e tù padron un vol!" mentre lei gli scodinzolava con tutto il posteriore. 

   Urbano è stato un partecipe della vita del nostro Gruppo dove è entrato poco alla volta e in punta di piedi, ma si è dimostrato capace di interagire con tutti noi lasciandoci un ottimo ricordo. E' stata veramente una "grande persona".

Paolo Bassi

 

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