Per info contattaci al (+39) 392 5501073

Volare la nostra grande passione da sempre...

    Ogni tanto alla vecchia pista presso l'aeroporto si organizzava un Raid con gli aeromodelli. Si trattava fondamentalmente di una gara di regolarità, ma con un particolare: pilotando il proprio modello si doveva percorrere a bordo di un' auto un percorso stradale lungo diversi chilometri in mezzo al traffico seppur limitato della domenica mattina, facendo tappa in una località fuori Forlì.

    Mi spiego: gli organizzatori stabilivano che una determinata domenica mattina ci si sarebbe ritrovati alla pista di volo per il raid. Da lì i vari aeromodellisti iscritti alla competizione sarebbero decollati dalla pista come qualsiasi altra domenica, ma subito dopo questi venivano caricati su un auto e da lì continuavano a pilotare mente l'auto (ovviamente guidata da un amico) si metteva in marcia e raggiungeva la località prevista dagli organizzatori per poi tornare al campo volo. Allo scadere di un tempo prestabilito si doveva fare atterrare il modello sulla pista...oggi solo a pensare ad una cosa del genere vengono i brividi: per ovvi motivi di sicurezza sarebbe vietatissimo oltre che sconsigliatissimo organizzare una gara del genere, ma allora erano altri tempi, anche se non troppo lontani...

    Io partecipai ad un raid che prevedeva il raggiungimento della frazione di Predappio "Rocca delle Caminate" che si trova a circa 10 km dall'aeroporto. Alla partenza veniva consegnata una mappa col percorso che si sarebbe dovuto fare. Non penso che gli organizzatori chiedessero particolari permessi alle autorità stradali. I modelli erano equipaggiati sia con motore a scoppio sia con motore elettrico, quest'ultimo allora quasi in fase pionieristica. I primi, visto che il volo doveva durare circa un'ora, a volte erano dotati di un serbatoio maggiorato per stare in moto più a lungo. L'alternativa era quella di atterrare in qualche campo lungo il percorso, fare il rifornimento di miscela e da lì ripartire, manovra che invece era obbligata per i modelli elettrici per il cambio delle batterie. Come pista di atterraggio improvvisata si poteva comodamente utilizzare  la strada stessa...

    La cosa più spettacolare a cui assistere era comunque lo spostamento in auto. Io allora avevo la fortuna di avere un amico con un auto decapottabile e da lì pilotai il mio aliante "Rieti" della Aviomodelli senza nessun problema, seduto comodamente sul sedile posteriore col modello sulla verticale dell'auto. Addirittura avevo un altro amico a bordo che si prestò a farmi da navigatore e che mi anticipava i cambi di direzione che l'auto avrebbe fatto, dato che era meglio che io non staccassi lo sguardo dall'aliante.     Altri invece preferivano adottare una soluzione decisamente più drastica e spettacolare, ovvero quella di smontare il portellone posteriore della propria auto e sedersi nel baule con le gambe fuori a penzoloni tenendo il modello in quota dietro all'auto...

    I casi più comuni erano quelli in cui si pilotava dal finestrino abbassato ma sporti con le braccia fuori per avere più visuale possibile.

    Era comunque una vera scorribanda di auto con a bordo modellisti serissimi e concentratissimi che guardavano fissi in alto per non perdere il proprio prezioso modello.

    Pilotare un aeromodello stando seduti su un auto in marcia tutto sommato non è poi cosa così difficile, ma non oso immaginare in caso di avaria (tutt'altro che remota) che cosa fosse potuto succedere... a pensarci le casistiche erano infinite. Ma come già detto erano altri tempi e non ci preoccupava troppo, anche perchè il raid era fatto con una buona dose di consapevolezza e di buon senso.

    Grazie a questa singolare e bizzarra competizione abbiamo potuto passare indimenticabili e memorabili giornate di preziosa spensieratezza e divertimento puro.
 
 

Accesso Utenti